Convegni

Sempre a proposito di questo trait d’union con altri mondi della conoscenza, che vuole essere la MOSTRA DEL CINEMA DI TARANTO, da cui il succitato sottotitolo di Arte Scienza e Pensiero, saranno organizzati 2 Convegni, uno in Provincia, nella Sala Consigliare, l’altro nell’Auditorium dell’Istituto Pitagora.

15 Dicembre 2016  ore 11:00 (Sala Ex Biblioteca presso Provincia di Taranto, Via Anfiteatro n. 4)

IDENTITÀ E STORIA PER CREARE FUTURO

Sintesi del convegno

Interrogarsi sul significato della parola “identità” è il tentativo di capire cosa sia l’uomo, di comprendere il processo di costruzione di un individuo attraverso i suoi comportamenti, i suoi cambiamenti e le sue creazioni. Domandandosi “Chi sono?” ogni individuo (o comunità) si colloca in una determinata realtà riconoscendo sé dall’altro. Per rispondere a questa domanda fondamentale e comprendere cosa sia un soggetto, si possono percorrere diversi itinerari, da quelli simbolici delle arti e della filosofia a quelli legati alla psicoanalisi e alla sociologia. Il cinema, ad esempio, offre costruzioni narrative basate su meccanismi identitari molto complessi. È per questo motivo che il segno lasciato dal cinema attraverso le sue produzioni è di fondamentale importanza e rappresenta uno specchio di identità molteplici, in continuo mutamento.

Un percorso fondamentale è tracciato dalla psicoanalisi di Jacques Lacan. Il soggetto lacaniano è un soggetto “scisso”, “barrato”, un soggetto che sfugge da tutte le parti perché la sua caratteristica strutturale non è la coesione, la totalità, ma la dispersione, la differenza. Il soggetto lacaniano è insomma tutto il contrario di ciò che la filosofia moderna ci aveva presentato come unitario, univoco, indivisibile. I suoi tratti sono confusi, chiaroscurali. Soprattutto è un soggetto che non possiede un centro, è “estatico”, plurale. E il suo nucleo non è rappresentato dalle terre ferme dell’Io, della coscienza e della razionalità, ma dall’inconscio, che ne restituisce una struttura carsica, desiderante.

Il principio di costruzione identitaria di una comunità riguarda il modo in cui l’individuo considera e costruisce se stesso come parte di un gruppo, sia esso un genere, un’etnia, un idioma, una classe sociale, una nazione. Il processo ha due stadi, uno d’identificazione, in cui il soggetto sente di appartenere ad un’entità con la quale condivide alcune caratteristiche, e l’altro di individuazione, in cui il soggetto identifica le caratteristiche che lo distinguono dagli altri. Nello specifico, guardando alla città di Taranto, è interessante notare il processo attraverso cui l’identità transgenerazionale si costruisce, identità intesa dunque come vissuto dalla diaspora spartana sino all’inquinamento dell’Ilva. Identità come immagine del Se e di Se. Il senso di identità della città di Taranto coincide con il desiderio di creare una comunità, di valorizzare le bellezze e le tipicità del territorio e di raccontarne le sue tradizioni.

Convegno moderato da

Gemma LANZO

Giornalista, critico cinematografico, membro FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique) e Consigliere Nazionale del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), collabora con varie testate giornalistiche nazionali.

Biografie dei relatori

Paride LEPORACE

Paride Leporace è intellettuale, giornalista e scrittore. Attualmente dirige la Lucana Film Commission e, dal suo blog parideleporace.it condivide con la Rete sensazioni e stimoli, dal lato sudoccidentale delle cose.

paride-leporace

Gianni LIVIANO

Gianni Liviano svolge la professione di commercialista e revisore dei conti. È attualmente consigliere regionale della Regione Puglia ed è stato assessore con delega a cultura e turismo.

gianni-liviano

Giancarlo MAGNO

Giancarlo Magno, psicoanalista junghiano, ordinario didatta e supervisore dello IAAP di Zurigo, insegna “Psicologia delle religioni, del mito e del folklore” a Palermo. Autore di numerose pubblicazioni, vive e lavora a Taranto.

giancarlo-magno

Mimmo PESARE

Mimmo Pesare è Ricercatore all’Università del Salento, dove è titolare dell’insegnamento di Psicopedagogia dei linguaggi comunicativi presso il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione ed è Coordinatore Scientifico del Centro di Ricerca Laboratorio di Studi Lacaniani, del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’uomo.

mimmo-pesare

16 Dicembre 2016 ore 11:00 (Presso l’Istituto Pitagora, Via Vincenzo Pupino n. 10/a)

CINEMA E WEB. IL FUTURO DEL CINEMA È ONLINE?

Sintesi del convegno

Dalla nascita di internet fino all’avvento di Netflix sono ormai passati molti anni e il panorama della fruizione dei contenuti audiovisivi sul web ha subito mutamenti impensabili fino a qualche tempo fa. Oggi le questioni centrali sono racchiuse in alcune domande. Verso quale direzione sta andando la relazione tra cinema e web? Quali sono le prospettive della fruizione del cinema sulla rete? E’ veramente online il futuro del cinema? È nato un linguaggio audiovisivo specifico per il web? Quale spazio rimane alla settima arte in un’epoca in cui ogni immagine scivola nelle altre?

Il territorio filmico contemporaneo è caratterizzato da una spregiudicata flessibilità della cornice schermica: tempi, luoghi e situazioni per relazionarsi con le immagini audiovisive si sono moltiplicati e spostati rispetto alle ritualità tradizionali; un processo di “espansione” in perpetua evoluzione e ridefinizione, determinante un inevitabile ripensamento della pratica cinematografica, che smette di avere rigidi confini, sia fisici che mentali, luoghi e circostanze deputati alla visione, marcati da precise soglie. Ciò che caratterizza il cinema in questo momento storico è un’estrema varietà di formati, ma soprattutto una tensione verso forme testuali aperte e flessibili. Cambia – e questo è sicuramente uno dei principali effetti del web – lo statuto dello spettatore: questo non più limitato nei suoi comportamenti; anzi, è messo nella condizione di arricchire di nuove possibilità la fruizione. Cambiando lo statuto dello spettatore cambia anche il senso della visione, che se un tempo sembrava caratterizzato da una serie di tratti stabili e precisi, oggi tende ad acquisire contorni più fluidi: realizzandosi attraverso nuovi dispositivi e in nuovi luoghi, per un verso la sua identità sembra sparire, ma per un altro si rinnova.

La grande fortuna e genialità del cinema è stata quella di inventarsi molto presto – subito dopo l’invenzione del dispositivo – una forma distributiva basata sulle sale cinematografiche svincolandosi dal giro delle “attrazioni” ottocentesche. Sappiamo che nella seconda metà del Novecento una forma distributiva domestica, la televisione, si è affiancata non senza traumi a quella delle sale. Alla televisione si è aggiunto poi il videoregistratore e il videolettore DVD. Tutto questo però fa parte del passato. Le culture e i modi di produzione e distribuzione mediali fondati su tecnologie digitali hanno trasformato, con traumi ancora maggiori, il paesaggio mediale del Novecento. Oggi la distribuzione televisiva è totalmente digitale. I cambiamenti nel broadcasting sono stati numerosi e rilevanti. Basta citare Sky e Netflix, e ricordare lo streaming video via Internet. Nel cinema la produzione è ormai quasi completamente digitalizzata, fenomeni di nicchia a parte; la distribuzione invece no: è totalmente digitalizzato solo il transito del film sullo schermo domestico ma la distribuzione nelle sale non sfrutta tutte le possibilità delle tecnologie digitali distributive. Quello che tutti i cinefili ritengono il segmento più pregiato è oggi il più debole: una contraddizione che va affrontata.

Convegno moderato da

Gemma LANZO

Giornalista, critico cinematografico, membro FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique) e Consigliere Nazionale del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), collabora con varie testate giornalistiche nazionali.

Biografie dei relatori

Maurizio G. DE BONIS

Maurizio G. De Bonis è critico cinematografico, fotografico e delle arti visive, giornalista culturale e curatore, membro del Comitato Esecutivo del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani). È direttore responsabile della testata giornalistica Cultframe – Arti Visive e della rivista online del SNCCI: CineCriticaWeb. È condirettore della testata giornalistica Punto di Svista – Arti Visive in Italia.

maurizio_g_de_bonis

Matteo MARELLI

Matteo Marelli si occupa del lavoro di selezione per Filmmaker Festival di Milano. Redattore e critico di Cineforum, di Uzak.it collabora con l’Enciclopedia Treccani, la rivista internazionale Studi Pasoliniani, Il Manifesto e la rivista di critica online Spietati.it.

matteo-marelli

Enrico MENDUNI

Enrico Menduni è giornalista professionista, autore radiofonico e televisivo, documentarista e professore ordinario di Cinema, fotografia e televisione nell’Università Roma Tre. E’ direttore di RomaTreRadio e Vice-Presidente della Consulta Universitaria del Cinema (CUC). Collabora attivamente a giornali, riviste, social network; e amministra un suo sito web: www.mediastudies.it

enrico-menduni